giovedì 26 marzo 2015

Cabina pilotaggio, disastro aereo


Dopo la tragedia una breve spiegazione sul funzionamento della porta della cabina di pilotaggio.Come funziona la porta della cabina di pilotaggio
Le regole sono state riviste dopo gli attentati dell’11 settembre per impedire ai dirottatori l’accesso in cabina. La porta ha tre posizioni. “Unlock”: la porta rimane aperta per consentire l’ingresso agli assistenti di bordo. Si usa quando l’aereo è a terra. “Norm”: la porta è chiusa. L’accesso è consentito solo con l’uso di un codice, come quello del bancomat. E’ lo standard utilizzato in volo. “Lock”: La porta è chiusa dall’interno e non può essere aperta nemmeno dall’esterno per 20 minuti. Oltre questo termine la porta ritorna in condizione “Norm”. Disabilitato anche l’accesso con il codice. Dopo l’11 settembre le porte sono state pure blindate. Lo sfondamento è quindi impossibile dall’esterno.

Cominciamo dalla procedura di uscita dalla cabina. In che circostanze un pilota può lasciare i comandi?
«In teoria non può lasciarli mai. Per tutto il volo i piloti devono stare in cabina con la porta blindata chiusa, in modo che nessuno, in ipotesi un terrorista o un pazzo, possa entrare. All’atto pratico, uno dei piloti può assentarsi per andare al bagno. In questo caso deve avvertire un assistente di volo, che entra in cabina e prende il suo posto, in modo che all’interno non rimanga mai una sola persona. Questo per il caso che il pilota che resta ai comandi si senta male».
Poi come rientra l’altro pilota?
«Deve farsi riconoscere e digitare un codice. Alcune compagnie, non tutte, hanno anche una telecamera esterna per riconoscere chi chiede di entrare».

Il codice sblocca la porta blindata?
«Sì, ma dall’interno possono intervenire per impedire l’apertura».
E in questo caso?
«Esiste un secondo codice di accesso che sblocca comunque la porta blindata entro 30 secondi. Ma anche dopo che è stato digitato questo secondo codice, chi si trova all’interno può intervenire prima dei 30 secondi e impedire l’apertura. Questo perché chi vuole entrare potrebbe essere costretto dalla minaccia delle armi»

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